PRIMOLAracconta il pensiero di Federica Burchi

Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un inizio di anno così turbolento. Avevamo aspettative e grandi sogni da parte, avevamo appena brindato a 366 giorni ricchi di serenità e prosperità, ma soprattutto colmi di amore e di salute. E’ questo l’augurio che siamo soliti fare alle nostre famiglie, e più in generale, a tutte le persone a noi vicine. 

Di lì a poco, però, questo entusiasmo è iniziato a venire meno. Siamo stati investiti da un qualcosa che ben presto si è rivelato essere più grande di noi; un uragano di dolore che ha spazzato via ogni nostra nota di benessere, costringendoci a fare i conti con la paura e la sofferenza. Niente è più come prima. Abbiamo dovuto modificare radicalmente il nostro stile di vita, reinventandoci il quotidiano. I nostri spazi “vitali” sono andati via via restringendosi, fino ad assumere unicamente le dimensioni delle nostre case e i rapporti interpersonali hanno subìto un brusco azzeramento. Anche il tempo ha assunto un’estensione diversa. Paradossalmente siamo passati dal non avere mai tempo per noi stessi, a causa della vita frenetica che conduciamo, eppure proprio adesso che ne siamo padroni non siamo in grado di gestirlo. Siamo stati privati di quello che oggi rappresenta uno dei pilastri fondamentali del nostro essere: la nostra libertà. D’altro canto però, abbiamo intrapreso un percorso di riscoperta di altri valori, che a mio avviso avevamo perduto di vista. Il nucleo familiare di origine, che troppo spesso trascuriamo  per le più svariate ragioni, tende a ricomporsi e a consolidarsi negli affetti. Assumono importanza vitale i gesti più semplici, che fino ad ora abbiamo sempre dato per scontati: una parola di conforto, una carezza, un abbraccio. Abbiamo compreso che “distanza” non è sinonimo di solitudine; laddove c’è amore non esiste separazione. E’ maturata la consapevolezza che abbiamo di essere coesi per raggiungere l’obiettivo, guardare nella stessa direzione. Siamo stati caricati di una grande responsabilità, alla quale non possiamo sottrarci: salvaguardare la nostra vita, ma soprattutto, ed è questo il punto cruciale, tutelare quella degli altri. Possa essere questo il momento per dimostrare che insieme possiamo farcela. Ammirate e stupitevi. Questo è il mio augurio. Continuate a guardare la vita con la stessa meraviglia che si scorge negli occhi di un bambino. E non vergognatevi di questo, anzi, siatene compiaciuti. Abbiate la voglia e l’entusiasmo di reinventarvi ogni giorno e ogni giorno in un modo diverso. Andate alla conquista di voi stessi, senza sentirvi mai “arrivati”. E’ questo il segreto della felicità. Siate sempre i protagonisti della vostra vita, mai i suoi spettatori.

“Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia, perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta”. (Khalil Gibran)

Dott.ssa Federica Burchi

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About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..