Onda su onda

“Onda su onda il mare mi porterà alla deriva in balia di una sorte bizzarra”, è questa una canzone del 2004 di Paolo Conte che a posteriori ben può inquadrare la anomala situazione climatica che dall’inizio degli anni 2000 sta vivendo l’Italia, uno dei Paesi affacciati al bacino del Mediterraneo più esposti.
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Ue VS Populismi, presto e bene vanno assieme?

Populismo è una parola di origine inglese di gran moda oggigiorno e la si usa per sostenere, con toni aggressivi spesso a scopo denigratorio ed in modo non convenzionale, il ruolo attivo del capo contro le èlite nel mobilitare le masse per l’ottenimento del potere volto a migliorare le condizioni di vita della classe meno abbiente, ossia il popolo.
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Il re è morto, viva il re

“Morte politica” annunciata quella del “flop” elettorale al referendum costituzionale del 4 dicembre scorso che ha portato Matteo Renzi a dimettersi come premier e segretario Pd, ma come nella miglior tradizione nazional-popolare vige il detto transalpino “Le roi est mort, vive le roi” ( “Il re è morto, viva il re”) espressione dell’italico “Morto un papa se ne fa un altro”, tanto per affermare la continuità di carica e funzione politica del successore.
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To be or not to be, that is the question.

E’ una delle frasi simbolo della letteratura e nell’immaginario popolare appare come battuta esistenziale inerente dubbi e indecisioni dell’uomo.

Stessi dubbi e indecisioni del giugno 2016 in occasione del referendum “Brexit”, l’urna britannica ha però sentenziato “Leave” ovvero lasciare l’Ue, pochi giorni fa infatti l’ambasciatore inglese a Bruxelles Sir Tim Barrow ha invocato l’art. 50 del Trattato di Lisbona ossia la clausole che consente il “Leave” e di fatto consentito, con o senza accordi fra i negoziatori, l’uscita fra due anni della Gran Bretagna dall’Unione Europea, per quella data il parlamento britannico cancellerà e sostituirà il documento di adesione alla Ue del 1972.
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Suffraggette in “tacco 12”, e/involuzione dell’ 8 marzo?

Conquiste sociali in primis ma anche politico-istituzionali a 360 gradi, dalle “suffraggette” britanniche del 1869 alle donne “tacco 12” del nuovo millennio che festeggiano a mimosa e champagne, l’otto marzo è ricorrenza di emancipazione tutta al femminile che da “proposta” di nicchia è diventata nei secoli sinonimo di diritto, anche sostenuto da uomini, a lottare e manifestare per la stessa giusta causa.
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