La nuova società

I risultati delle prove Invalsi sono davvero preoccupanti. Mostrano una scarsa propensione alla lettura e addirittura le difficoltà di molti adolescenti nella comprensione di testi in lingua italiana. Sono dati che fanno capire quanto la situazione in cui versa la società italiana sia drammatica. La mancanza di cultura, infatti, è uno dei fattori che mettono in pericolo la democrazia e aprono la strada all’autoritarismo.

Una società che non è colta è anche una società che non si basa sul rispetto reciproco tra le persone, che è la base di una vera convivenza civile; la mancanza di rispetto, un modo di vivere improntato all’edonismo, all’egoismo e al tornaconto personale minano alla base i valori di solidarietà, altruismo e attenzione ai più deboli.

Lavorare per la costruzione di una società più colta significa investire sul futuro e sulla coesione sociale, perché l’ignoranza porta alla disgregazione dei rapporti personali e anche di quelli tra le generazioni.

La cultura, la democrazia, il rispetto reciproco sono le chiavi di volta della società che aspiriamo a costruire. Quella in cui viviamo è molto distante dalle nostre idee e si fonda sul profitto individuale e, spesso sull’arroganza sfrenata. E’ chiaro che una società come quella che vediamo ogni giorno attraverso i titoli dei giornali e la nostra esperienza quotidiana non è capace di dare una risposta positiva né alle nostre aspirazioni né ai problemi economici, sociali e ambientali che il mondo ha di fronte.

Non si può pensare di affrontare queste problematiche delegando ad altri il cambiamento che è necessario; esso non parte dagli altri, ma da noi stessi e il miglior modo in cui possiamo spiegare ad altri quali sono i nostri valori ed i nostri sogni, non passa attraverso le parole ma è costruito giorno per giorno dal nostro stesso esempio.

Se affermiamo che cultura, dedizione, altruismo, solidarietà e umiltà sono i valori fondamentali a cui facciamo riferimento, il nostro agire deve essere uno specchio concreto di questi valori, perché è solo con un esempio concreto, per quanto piccolo, a cambiare davvero le situazioni e a permettere di invertire la rotta.

L’Associazione Primola si basa sull’insegnamento di don Milani, secondo cui il sapere deve essere condiviso e ognuno deve mettere a disposizione della collettività le proprie competenze con umiltà e senza personalismi. Primola, tuttavia, non svolge il proprio ruolo sociale soltanto attraverso i corsi che mette a disposizione dei propri soci e di tutta la cittadinanza, ma anche attraverso il doposcuola rivolto a ragazze e ragazzi delle medie e, più in generale, mantenendo aperti spazi di aggregazione tra le generazioni all’insegna dell’inclusione sociale e della solidarietà.

Giovanni Torricelli 

 

Post correlati: