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PRIMOLAracconta il pensiero di Andrea Moretti

L’italiano non molla

La nostra vita cambia velocemente come la proiezione di un film. Esiste già l’accaduto ma non si conosce il colpevole, il finale. Qui siamo tutti lontani tutti preoccupati, timorosi e separati. Siamo in un tratto del racconto dove ancora non si percepisce l’ambientazione, la via d’uscita.

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PRIMOLAnews – 30 marzo 2020

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia mondiale causata dal virus Covid-19, ha portato all’adozione di misure eccezionali di quarantena e di isolamento sociale finalizzate al contenimento del contagio. Questa situazione, senza precedenti recenti in Italia e nel mondo, pone nuove sfide e richiede l’adozione di strumenti tecnologici all’altezza dei tempi. L’Associazione Primola è fermamente convinta del fatto che la sua attività culturale e di ricerca debba proseguire, offrendo a tutti i soci e corsisti la possibilità di svolgere regolarmente le lezioni attraverso programmi informatici come Skype e Big Blue Bottom.
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Riscoprire la storia per provare a rispondere ai tanti interrogativi che ci colpiscono in questo momento

Cosa sta rappresentando, per noi, questo periodo storico? E’ veramente, o sarà, un fatto di cui non potremo mai avere oblio?

Mi piace pensare alle parole del prof. Alessandro Barbero, il quale sostiene che il Covid-19 non sarà, per forza di cose, un evento che ci cambierà. Ciò dipenderà da numerosi fattori: economia, sanità, stili di vita.

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PRIMOLAracconta il pensiero di Enio Iezzi

La mia vita è cambiata totalmente, mi manca molto la mobilità e nonostante mi consideri un casalingo e un “orso” mi manca l’uscire fuori e incontrare la gente.

Io credo che dopo non cambierà niente principalmente. Forse all’inizio si farà fatica a riprendere il passo ma poi riprenderemo a litigare fra noi. A guardare le cose superflue e a mettere da parte valori importanti. Di sicuro mi rimarrà nel fondo quel senso di angoscia impensabile che ora provo quando vado a fare la spesa al supermercato.

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PRIMOLAracconta il pensiero di Ottaviana Foschini

La paura va contenuta ma c’è. C’è una guerra ci dicono. E il nemico è subdolo e non si vede.

Siamo lontano, le une dalle altre, gli uni dagli altri. Puoi andare a fare la spesa, oppure in farmacia. Abbiamo passi felpati. Mascherine sui volti, siamo distanti. Per parlare, per comunicare, si urla. Al supermercato le donne a volte litigano, a volte si aiutano.

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