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25 Aprile, il profumo della libertà

La grande amarezza di quest’anno sarà di non poter onorare chi è caduto per la libertà del nostro Paese, sulle lapidi a deporre corone e fiori andranno i sindaci e le autorità designate in rappresentanza delle comunità, e per la prima volta in 75 anni non saranno i singoli cittadini, tantomeno in corteo, a dir grazie a quelle donne e uomini che tacquero sotto le torture, che diedero la vita e che non poterono godere del profumo della libertà.

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PRIMOLAracconta il pensiero di Federica Burchi

Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un inizio di anno così turbolento. Avevamo aspettative e grandi sogni da parte, avevamo appena brindato a 366 giorni ricchi di serenità e prosperità, ma soprattutto colmi di amore e di salute. E’ questo l’augurio che siamo soliti fare alle nostre famiglie, e più in generale, a tutte le persone a noi vicine. 

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Quale futuro immaginare, ora?

Medioevo post-moderno, peste dentro di noi, quarantena dello spirito e dei sentimenti, modello punitivo, tramite necessario dal peggio al meglio. 

Le definizioni dettate da percezioni e punti di vista in questo difficile momento si sprecano, oramai, me è lecito riflettere su come gestire la provvidenziale luce in fondo al tunnel che stiamo piano piano guadagnandoci dopo settimane serrate in cui riflessioni e approfondimenti hanno probabilmente cambiato molte delle nostre prospettive.

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PRIMOLAracconta il pensiero di Giovanna Visani

Come sto?…

Sto come quelli che stanno “bene”. Perché non ho parenti né amici ammalati.

Però è difficile dire che stiamo bene, la televisione e i giornali ci danno un’immagine di grande sofferenza che creano malessere e ansia. Per cui non è facile dire che “sto bene” ma, se penso a queste persone, dico che sono fortunata.

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PRIMOLAracconta il pensiero di Francesca Magnani

La situazione che stiamo vivendo ci cambierà per sempre.

Dall’oggi al domani ci siamo ritrovati in una vita che non riconoscevamo, in una vita che non sentivamo nostra.

Abbiamo dovuto imparare a stare lontani, ad abbracciarci solo virtualmente ma tutto questo ci ha fatto capire l’importanza delle piccole cose, ci ha fatto riflettere su quanto serve poco per essere felici.

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