'19 voto europeo

Europee 2019, voto dei giovani

Se un anno fa in occasione del voto del 4 marzo 2018 il terremoto delle Elezioni Politiche portò il “giallo” del Movimento 5 Stelle (M5S) sotto i riflettori, la tornata elettorale del maggio 2019 premia il “verde” della Lega in uno scossone che la vede raddoppiare i voti rispetto alle Politiche 2018, col Pd secondo partito e M5S che tracolla dimezzando i consensi.

L’onda lunga del centrodestra sembra però già esaurita in ambito locale, andando infatti a leggere i risultati dei ballottaggi alle Elezioni Comunali del 9 giugno 2019, in una sostanziale “parità”, il centrosinistra (ricompattandosi) ha confermato e strappato sindaci agli storici avversari in un riassunto che vede tra il primo turno ed il secondo poca differenza nella conquista dei comuni capoluogo; così il giovane deputato Pd Enzo Lattuga ce l’ha fatta a Cesena così il leghista Alan Fabbri ha vinto a Ferrara, dove il (mal) governo del Pd fu travolto da uno scandalo inerente un (mal) affare in ambito costruttori e Coop, come a (ri) confermare che la “rendita di posizione” elettorale dei decenni scorsi non paga più.

Scenario simile allargando l’orizzonte alla Ue, le nuove generazioni hanno votato in massa come a dire che a loro le problematiche del futuro interessano eccome, la voce (più) grossa l’hanno fatta però i nazionalpopulisti favorevoli ai muri ed ai protezionismi, coloro che formulano ricette (troppo) facili per risolvere problemi che sono complessi; è purtroppo diventata questa negli anni una maldestra miopia che non tiene conto né di leggi economiche nè delle dinamiche sociali mutualistiche che finora almeno sono state capaci di non “lasciare indietro” nessuno.

Il vento pre elettorale degli euroscettici si è tramutato in post voto in tempesta e finora a nulla è valso sindacare che c’è già dentro la Ue il potere di cui si può aver bisogno per far cose migliori di quelle che ci sono e che non serve  alcuna “magia” da parte di chi ha predicato, predica e predicherà svolte autoritarie perché così facendo si rischierà solo di tornare indietro e non andare avanti; si pagano sì le colpe dell’architettura cervellotica e disfunzionale del processo democratico della Ue, ma è proprio nella “collegialità” di intenti su cui le forze europeiste contano per far valere il proprio “peso” malgrado l’evidente indebolimento dell’asse europeista, che non è più tale da una decina d’anni, soprattutto su importanti aspetti come l’economia, la sicurezza e la politica estera.

Dal voto europeo sono però (fortunatamente) emerse anche priorità di ben più largo spessore, come l’appello dei giovani trasformato in voti verso i temi ambientalistici che soprattutto in Paesi quali Finlandia e Irlanda hanno permesso ai partiti ecologisti di ottenere risultati storici; come ad esempio Die Gruner, il partito tedesco dei verdi, che ha raddoppiato ed ancor di più quello francese che col 13,40% dei consensi si è posizionato al terzo posto.

Curiosamente c’è infine da annotare, in controtendenza, il dato elettorale della Svezia che pur sebbene patria di Greta Thumberg, sia stato l’unico Paese dove gli ambientalisti hanno perso consensi, sarà questa l’eccezione che conferma la regola che vede la (buona) politica e salvaguardia dell’ambiente finalmente a braccetto?

Giuseppe “vas” Vassura

About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..