Novecento di Bertolucci: un kolossal girato in Emilia

locandina

NOVECENTO è un film del 1976 di produzione italiana, francese e tedesca ambientato in Emilia Romagna nelle provincie di Parma, Reggio e Mantova e proiettato nelle sale italiane con grande successo di pubblico malgrado l’inusuale durata, ben 310 minuti (cinque ore).

Presentato fuori concorso al 29° Festival di Cannes è considerato un capolavoro del genere drammatico/storico italiano, vede la regia di Bernardo Bertolucci e la colonna sonora di Ennio Moricone oltre ad un cast di attori di primordine e centinaia di comparse..:
Robert de Niro, Gèrard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Dominique Sanda, Alida  Valli, Stefania Sandrelli, Laura Betti e Romolo Valli.

Trama:
Il lungometraggio narra l’epopea e le vicende, di inizio novecento appunto, di genti e delle loro lotte contadine a cavallo fra il periodo temporale della Grande Guerra, quello fascista ed infine inerente la lotta partigiana per la Liberazione.
I due amici/nemici protagonisti le cui vite si incontrano e contrappongono nella grande azienda agricola dell’Emilia sono impersonati in età adulta da Alfredo (Robert de Niro) figlio di ricchi proprietari terrieri ed Olmo (Gèrard Depardieu) figlio di una contadina che la trama lo vuol raffigurare quale suo amico e quasi fratellastro…

Opinione:

De Niro con Depardieu

Novecento nella sua struttura già nella prima parte (atto I) mette in scena i due storici schieramenti (la sinistra contadina e la destra aggressiva alleata coi padroni terrieri) e  mette in risalto, a ragione,  il fascismo quale simbolo di “male assoluto mentre il comunismo un male relativo, meritevole di qualche attenuante ossia mentre il primo è nazionalista e razzista col diritto di dominare nazioni e razze, il secondo ha sempre riservato e proposto un nobile ideale quello cioè del riscatto degli umili e l’eguaglianza di tutte le razze.
La scena nel “secondo atto” di Novecento, relativa alla corsa sfrenata e liberatoria dei Paesani con la bandiera rossa durante il giorno della Liberazione sta a significare proprio questo, lo storico dei decenni successivi al “novecento” è stato naturalmente diverso e conseguentemente diverso il giudizio dei popoli che hanno conosciuto solo il comunismo o come alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale che hanno conosciuto entrambi; ma ciò non incide sulla “mission” antifascista di Bertolucci che dopo quarantanni, grazie a Novecento, ha voluto lasciare in eredità malgrado la patologica propensione degli italiani a contrapporsi e a schierarsi in rispettive fazioni; monarchici contro repubblicani, interventisti contro neutrali, laici contro cattolici.

D. Sutherland

Il film si chiude sui due amici (ed ex nemici) che ormai in un età avanzata continuano a contrapporsi grottescamente (e grossolanamente) quasi appiattendo benevolmente i caratteri e i lati “buoni” e “cattivi” di entrambi, riflettendo bensì, in modo speculare, la vera storia dei luoghi e delle genti di quel periodo e di come l’Italia cambiò, dalle prime lotte di classe alla fine dei “padroni”, dalla politica dei ceti minori alla fine del fascismo italiano.


De Niro
e Depardieu protagonisti su tutti ma anche Sutherland spicca come un perfetto aguzzino nei panni del rappresentante fascista: performances di altissimo livello come quelle d’altronde degli altri straordinari attori di NOVECENTO e destinati tutti a luminose e durature carriere.

 

Giuseppe Vassura

 

About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..