Colombia

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Superficie:
1.141.748 km²

Popolazione:
45.964.517 abitanti

Capitale
: Bogotá

Lingua:
Spagnolo

Ordinamento dello Stato:
Repubblica presidenziale
Moneta: Pesos colombianos; Cambio attuale: www.uic.it

Religione:
Cristiano cattolica, con piccole percentuali di altre religioni come: protestanti,pentecostali, testimoni di geova, musulmani,budisti e taoisti

Condizioni climatiche:
Tropicale equatoriale

Misure ed Elettricità:
Sistema metrico decimale, 110V / 60Hz

Fuso orario: UTC - 5; - 6 ore rispetto all’Italia e - 7 ore quando in Italia c’è l’ora legale.

 

 

Per scambi culturali e viaggi:

BRENDA GONZALEZ,
e-mail: bgonzalez13@yahoo.es
Cell: 331 2372100- Imola(Bo)



ETIMOLOGIA


Il nome Colombia deriva dal nome di Cristoforo Colombo. Il nome Colombia è stato formulato dal venezuelano Francisco de Miranda per denominare l’unione delle repubbliche americane dopo l’indipendenza, rendendo omaggio in questo modo allo scopritore del Nuovo Mondo.

MORFOLOGIA

Bagnata dal mare dei Caraibi al nord e dall’oceano Pacifico a ovest. Il territorio colombiano è diviso in una regione pianeggiante a est denominata Llanos Orientales, in cui predomina il terreno pianeggiante o semiondulato ed in una regione montuosa conformata dalla Cordigliera delle Ande che si ramifica in tre distinte catene montuose denominate a seconda della loro posizione geografica relativa: Cordillera Occidental, Cordillera Central e Cordillera Oriental.
La Cordillera Occidental è relativamente alta, e la più corta delle tre catene montuose, con un’altitudine massima di 4.764 m.s.l.m. (il vulcano Cumbal).[29] La valle del fiume Cauca si trova tra la Cordillera Occidental e la Cordillera Central, parallelamente alla costa del Pacifico ed è indicata come fra le più adatte per l’agricoltura, ma è soggetta ad alluvioni durante le stagioni delle piogge.
La Cordillera Central presenta numerose vette e vulcani, tra i quali il Puracé, il Nevado del Huila (5.700 m), il Nevado del Ruiz (5.321 m), il Nevado del Tolima (5.200 m), il Nevado de Santa Isabel (5150 m), il Nevado el Cisne, Nevado del Quindío e la Serranía San Lucas; tra queste montagne si trova la Valle d’Aburrá.
La Cordillera Central e la Cordillera Oriental sono separate dalla valle del fiume Magdalena, considerato il più importante fiume del paese, che scorre in direzione sud-nord e sfocia nel Mar dei Caraibi. Le cime della Cordillera Oriental sono moderatamente elevate, ma presentano numerosi bacini idrografici che portano acqua sia nel fiume Magdalena, sia al Rio delle Amazzoni e che al fiume Orinoco. La Cordillera Oriental è la più lunga delle tre catene montuose e si spinge fino al Venezuela, dove si divide nel Nudo de Santurbán. A metà della catena si trova l’Altiplano Cundiboyacense, e a nord c’è la più alta delle vette, la Sierra Nevada del Cocuy.
Il punto più elevato del paese è il Pico Cristóbal Colón, nella Sierra Nevada de Santa Marta, con un’altezza di 5.775 m. s. l. m.


CLIMA


Il territorio colombiano é posto nella fascia equatoriale, quindi la temperatura media non subisce notevoli variazioni nell’arco dell’anno, ma il tipo di sistema montagnoso andino gli conferisce una differenziazione morfologica importante, determinando anche l’escursione tra le temperature diurne e notturne, più ci si sposta in alto e maggiore è l’escursione. Qui si trovano foreste pluviali, pianure tropicali site al livello del mare, i “paramos” e le nevi perenni. 
La sua posizione geo-astronomica fa sì che possa usufruire di un’ irradiazione costante tutto l’anno, ciò permette che la durata del giorno e della notte sia più o meno la medesima. Le variazioni climatiche non sono determinate dalla stagione che si attraversa, ma derivano dall’ altitudine, dagli effetti dei venti alisei, dalla pioggia e dall’ umidità. 
Le temperature variano per effetto dell’ altitudine, proprio per questo si può parlare di fasce termiche che si incrementano di circa 6° ogni mille metri di altezza. 
Il sistema montano infatti si divide in quattro fasce, che riportiamo qui di seguito.


Clima caldo

da 0 a 1000 metri sopra il livello del mare; le temperature medie sono sopra i 25°C, ricopre l’ 80% del paese, comunemente noto come “terra caliente”.

Clima temperato:

da 1000 a 2000 metri sopra il livello del mare; le temperature medie sono fra i 18 e i 24°C, ricopre il 10% del paese, comunemente noto come “tierra templada”.

Clima freddo:

tra i 2000 e i 3000 metri sopra il livello del mare; le temperature medie sono fra i 12 e i 18°C, ricopre l’ 8% del paese, comunemente noto come “tierra fria”.

Clima Paramo

sopra i 3000 metri sopra il livello del mare; le temperature medie sono inferiori ai 12°C, ricopre il restante 2% del territorio. La Colombia gode di una varietà enorme di “paramos”( altopiani ), i più grandi al mondo, esempio del Paramo de Sumapaz, la Sierra Nevada del Guey, il Paramo de Chingaza.

STORIA

Il territorio che comprende l’attuale Colombia è stato originariamente abitato da tribù di amerindi che migrarono dall’America centrale e dai Caraibi. Le tribù principali furono i muisca, quimbaya, tayrona e zenú, appartenenti alle famiglie delle lingue arawakana, chibcha e caribe. Parte del sud fu abitato dagl’Inca. Nel XV secolo i conquistadores spagnoli occuparono e colonizzarono il territorio, che portò alla creazione del Vicereame della Nuova Granada.[4] Nel 1819, con le campagne di Simón Bolívar, la Colombia ottenne l’indipendenza dalla Spagna, ma già nel 1830 la Grande Colombia crollava in seguito a guerre intestine che portarono alla separazione delle attuali Venezuela ed Ecuador. Quelle che oggi sono Colombia e Panamá, emersero come Repubblica della Nuova Granada, successivamente si federarono con la Confederazione Granadina nel 1858, per formare poi gli Stati Uniti di Colombia nel 1863, fino al consolidamento dell’attuale repubblica centralista nel 1886. Nel 1903, dopo la Guerra dei Mille Giorni, si arrivò alla secessione del dipartimento di Panamá. La Colombia fu coinvolta in una guerra con il Perù nel 1932, per un vasto territorio denominato trapezio amazzonico, risolta attraverso la mediazione della Lega delle Nazioni. Nel 1948 iniziò un’epoca di violenze che sfociò in una guerra civile che durò fino all’inizio degli anni sessanta e che si mescolò con l’emergere di cartelli di droghe illegali. Questo ha dato luogo all’attuale conflitto armato in Colombia tra il governo, la guerriglia comunista, formazioni paramilitari e trafficanti di droga, che ha lasciato come conseguenza migliaia di morti, feriti, rapiti, sfollati e persone scomparse, classificando la Colombia come uno dei paesi più violenti del mondo  e uno dei maggiori esportatori di droghe. Nonostante ciò la Colombia ha avuto istituzioni relativamente più stabili se paragonata agli altri paesi del Sud America, fatta eccezione per una breve parentesi tra il 1953 e il 1957 in cui sperimentò un golpe.
La Colombia è all’inizio del XXI secolo una potenza di media grandezza, con il quarto PIL più grande fra i paesi del Sud America, in cui è significativa la produzione di caffè e l’esportazione di fiori, carbone e petrolio. Presenta una grande diversità culturale e una delle più ampie biodiversità del pianeta.[8]
La Colombia è una repubblica unitaria di tipo presidenziale; il potere legislativo è esercitato dal Congresso, composto da Camera (102 deputati) e Senato (166 senatori).

CULTURA

Le abitudini culturali della Colombia hanno una speciale affinità con il resto dell’America Latina. La cultura della Spagna è stata storicamente la più influente, contribuendo alla stratificazione della società e l’introduzione della religione cattolica. Tuttavia, grazie alla globalizzazione, il paese riceve influenze culturali da tutto il mondo.
Alcune regioni del paese, come risultato del loro isolamento geografico e della difficoltà di accesso, hanno sviluppato nel corso del tempo una propria peculiarità culturale, come nel caso della cachaça (la zona centrale), dei paisas (eje cafetero e antioquia), dei llaneros (LLano), dei vallunos (la zona azucarera), dei costeños (la costa caraibica) tra gli altri, i cui costumi differiscono a seconda delle differenti influenze delle discendenze africane, europee e arabe.

LETTERATURA

La letteratura colombiana risale ai giorni della colonizzazione spagnola, epoca nella quale si evidenzia Hernando Domínguez Camargo, gesuita e scrittore influenzato da Luis de Gongora, con il Poema Épico a San Ignacio de Loyola. Nella letteratura del periodo post-indipendenza si segnalano Antonio Nariño, José Fernández Madrid, Camilo Torres Tenorio e Francisco Antonio Zea.
La seconda metà del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo hanno come massima esponenti Tomás Carrasquilla, Jorge Isaacs e Rafael Pombo (che si evidenzia nel genere della letteratura per bambini), José Asunción Silva, José Eustasio Rivera, León de Greiff, Porfirio Barba-Jacob e José María Vargas Vila. Nel 1871 venne istituita in Colombia la prima scuola della lingua castigliana in America.

Tra il 1940 e il 1950 ha visto la luce il movimento del nadaísmo in risposta alla violenza dell’epoca, influenzata dall’esistenzialismo e dal nichilismo. Durante il cosiddetto Boom latinoamericano emerse come scrittore di maggior successo il Premio Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez, con opere quali Cent’anni di solitudine. Altri scrittori importanti furono Eduardo Caballero Calderón, Manuel Mejía Vallejo, Álvaro Mutis (insignito nel 2001 del Premio Miguel de Cervantes), Fernando Vallejo, Germán Castro, e il filosofo Nicolás Gómez Dávila, la cui attività, partendo da posizioni esplicitamente reazionarie, ma pur lontane dalla pratica politica della sinistra e della destra, costituì un’aspra critica alla modernità.

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Referente:  BRENDA GONZALEZ
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