La prova del “liberi tutti”

Sembra che, dopo mesi di ristrettezze, sia giunto il momento di (ri) assaporare l’ebbrezza del “liberi tutti” a 360 gradi, ovvero l’arbitrio di spostarci dove, quando e con chi ci pare, senza autocertificazione per visite parentali o necessità di primaria importanza; si presuppone che, fatti scorrere i “titoli di coda” del lockdown e a margine le ipotesi più disparate, entro la fine di giugno chi di dovere annuncerà “cosa fatta”. 

I media ci hanno presentato innumerevoli scenari su come affronteremo il post-emergenza da Covid-19 ma nessuno potrà mai avere la certezza di quanto saranno gradevoli finchè non avremo avuto la possibilità di viverli, un cambio di passo tanto per i più grandi dove saranno accantonate video riunioni e telelavoro quanto per i giovani che (finalmente) potranno far a meno delle chat ludiche; niente più affollamento casalingo colpa delle innumerevoli videoconferenze che hanno affossato il piacere di godersi la privacy fra le mura domestiche, disagio che si spera rimarrà per tutti un lontano ricordo e contando di non riviverlo a fine stagione in caso che il virus non sparisca con l’estate.

Il distanziamento di queste ultime settimane ci ha comunque ricordato quanto siano importanti i rapporti reali con le persone, lo stare assieme agli altri, ed è per questo che il “subito liberi insieme” che vivremo da qui a poco è tanto atteso; abbiamo tutti bisogno di virare dell’essere “on-life” con la rete internet com’è successo finora, al suo esatto contrario dove ritroveremo la nostra dimensione psico-fisica iniziando proprio dalle relazioni, anche solo nell’illusione di poter ricominciare (come prima) da capo.

In questi mesi di lockdown, chi ne sa, non ha invece mai illuso su come non potremo sognare un’estate “normale” di viaggi e distrazioni, perché nulla sarà com’era prima e non andrà tutto bene, così come finora non è andato tutto bene; non per paura, che è un sentimento positivo dove eviti un pericolo reale e (perciò) cerchi di evitarlo, ma per angoscia (del virus) ossia la percezione di essere minacciato da tutto, da una superficie, da uno starnuto o dalla imprudenza di qualcuno.

Il presente da reinventare per smettere di considerare gli altri come un pericolo lo vivremo da qui a poco quando torneremo in tanti ad uscire nuovamente di casa, sarà questa prova del “liberi tutti” l’antidoto che servirà contro la solitudine del recente passato e la strategia giusta per il futuro condiviso?

Giuseppe “vas” Vassura

Post correlati:

About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..