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Il bicchiere mezzo pieno

E’ bastato che l’indice di contagio scendesse sotto l’1%, ovvero che ogni malato affetto da Coronavirus infetti in media meno di una persona, che le autorità abbiano valutato di “ammorbidire” il lookdown.

Partita (come sempre) dagli Usa una “vox populi” di protesta verso la metà di aprile degli Stati industriali del nord, contro le misure di isolamento per contrastare l’epidemia, questa si è allargata ad altre zone (Ohio, California, ecc.) malgrado i sondaggisti più autorevoli (Gallup, 71% e Pew Research, 66%) indicassero come invece la stragrande maggioranza dei loro concittadini intervistati fosse favorevole al prosieguo del lookdown.

In Europa d’altronde il “sentimental” del bicchiere mezzo pieno di ottimismo, di chi ha visto una luce in fondo al tunnel, l’anno registrato i mercati finanziari come a (pre) vedere a fine dell’emergenza da coronavirus; gli spiragli sui tempi del vaccino e le nuove cure hanno “dato gas” alle borse, nella giornata scaramantica di venerdì 17 di quest’anno bisestile, volgendo al “positivo” su diversi listini azionari d’oltreoceano e del vecchio continente, come a dare un calcio alla negatività delle ultime settimane e malgrado il perdurare dei decessi.

Se la strategia della “fase 2”, quella della riapertura, sarà quella giusta lo si vedrà in futuro ma il trend è segnato, come a dire epidemia sotto controllo e fine dell’emergenza, grazie anche all’efficacia di alcuni antivirali sperimentali utilizzati dall’Università di Chicago che, ad accezione di due morti, hanno registrato per i 125 pazienti contagiati “testati” di cui 113 in gravi condizioni, un’ottima risposta alla cura fin già dopo una settimana.

Dopo il decreto di restrizione della Presidenza del Consiglio datato 8 marzo, la scadenza della “fase 2” vedrà quindi la riapertura il 4 maggio delle attività che hanno bassa classe di aggregazione sociale, del settore delle estrazioni di minerali, (cave e miniere), del manifatturiero (Industria tessile e automobilistica, Metallurgia, ecc.), del settore delle Costruzioni e delle Attività Immobiliari e di quello dei “media”, Pubblicitari e ricerche di Marketing; dal territorio invece idee diverse e confuse, come in Veneto per bocca del Governatore Zaia che ha previsto aperture ben prima del 4 maggio, il contrario in Campania dove il collega De Luca ha inteso prorogare fino alla fine del mese la chiusura.

Un piano a scaglioni, previo distanziamento e dotazione di dispositivi igienico-sanitari adeguati, che interesserà prima le aziende, a seguire i negozi (estetica e wellness), poi il “commercio”di bar e ristoranti, infine per ultimo le location più a rischio (cinema, teatri e messe), dove si sta pensando di optare per aree all’aperto; per le palestre si ipotizzerà una frequenza solo per allenamenti o lezioni individuali mentre poche le speranze di riapertura per i frequentatori del “divertimentificio” musicale da balera e discoteca dove si vive di assembramenti, come d’altronde per i maxi-concerti live, dove il pericolo di contagio è massimo.

Pronti il 4 maggio significherà però fare i conti con costi aggiuntivi importanti per i gestori, dalla sanificazione degli impianti di riscaldamento e condizionamento, all’installazione di schermi in plexiglass, alla dotazione dei dispositivi di protezione (gel, dispenser, ecc.), alla pulizia dei locali due volte al giorno.

Per questo c’è chi si auspica un rilancio a due velocità e (meglio) per aree e bacino di utenza, nell’ottica sempre da tener ben presente che la nostra società dovrà per forza convivere ancora a lungo con il Covid-19 finchè non saranno a disposizione farmaci specifici e soprattutto un vaccino, anche se si registra un numero di guariti maggiore rispetto a quello dei casi attivi.

Giuseppe “vas” Vassura

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About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..