'19 intelligenza artificiale

Il circuito poco virtuoso dell’intelligenza artificiale

Il presente che viviamo è (quasi) sempre segnato dal potere che ognuno di noi ha avuto nell’immaginare il futuro, un cambiamento dei cambiamenti che l’odierna logica della competizione impone, me che non genera felicità perché sempre più spesso non esprime un sistema di valori; prova ne è nell’ultimo decennio il “peso” smisurato del digitale e delle nuove tecnologie che hanno favorito unilateralmente lo sviluppo delle competenze per i lavori  di domani.

Un circuito questo poco virtuoso che finora ha visto l’innovazione ed in particolare l’intelligenza artificiale portare benefici economici, con scuola e università che hanno preparato i ragazzi ad affrontare le nuove sfide della quarta rivoluzione industriale; a detta di molti infatti questo “trend” non costruirebbe mondi migliori, ultimo in ordine di tempo a dir ciò il mio “illustre” compaesano Andrea Pezzi in un suo libro-manifesto recentemente presentato a Milano.

Pezzi è un imprenditore romagnolo quarantacinquenne, conduttore televisivo, scrittore e fondatore dell’Associazione “Io sono” che promuove con forza la “ri”scoperta da parte della persona del libero arbitrio e della possibilità di decidere cosa è giusto e che cosa no, contro il “digitale” degli algoritmi che a detta sua rischiano di togliere libertà.

Chi ha poi detto che “cambiare” sia (sempre) meglio sembra sbugiardato da chi invece propone la filosofia che esorta l’autocontrollo ed il rifiuto dei condizionamenti imposti dalla continua rincorsa che la rivoluzione 4.0 impone, perché l’ansia di aggiornarci e migliorarci fa crescere depressione e stress; serve di contro maggior equilibrio ed accettarsi per quelli che siamo rifiutando nuovi impegni finchè non si è portati a termine quelli in corso, assecondando così facendo la frenesia della nostra epoca, che colpevolmente non sta supportando economie sostenibili in termini sociali e ambientali.

Il bene di tutti, oggi e nel lungo termine sarà la “mission” che (anche) l’intelligenza artificiale dovrà far propria, per farsi perdonare dei profitti finora realizzati senza dar contributo al bene comune e per dar (finalmente) vita ad un modo di stare al mondo dal sapore antico, che “produrrà significati” solo se però avrà spazio nella nostra contemporaneità.

Giuseppe “vas” Vassura

About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..