Onda su onda

“Onda su onda il mare mi porterà alla deriva in balia di una sorte bizzarra”, è questa una canzone del 2004 di Paolo Conte che a posteriori ben può inquadrare la anomala situazione climatica che dall’inizio degli anni 2000 sta vivendo l’Italia, uno dei Paesi affacciati al bacino del Mediterraneo più esposti.

In questo caso non si tratta ovviamente di onde marine ma bensì di ondate di calore sub-sahariane che come odi premonitrici del testo del Paolo nazionale narrano di un cupo finale “in balia di una sorte bizzarra”

Un ricordo l’anticiclone delle Azzorre che portava clima caldo e asciutto, la “sorte bizzarra” dei cambiamenti climatici ci vede boccheggiare a inizio Giugno come fossimo a Ferragosto, afa e temperature oltre i 30 gradi dopo una primavera in anticipo che fa prevedere l’ennesima estate rovente.

Tutto ciò deve farci ancor più consapevoli di quanto prioritario sia l’accordo sul clima firmato a Parigi nel 2015 e ratificato da un centinaio di Stati, Cina compresa; la mission è ormai nota a tutti ossia contenere sotto i due gradi l’aumento di temperatura rispetto ai livelli preindustriali. Sennò saranno i guai che conosciamo, ghiacciai che si riducono, aumento dell’intensità dei cicloni, desertificazione ed innalzamento del livello del mare che metterà a serio rischio la vita di gran parte delle popolazioni che si affacciano sulle aree costiere di mezzo mondo.

Chi ne capisce ci dice che in un passato anche recente la macchina del clima invece è sempre stata in generale abbastanza semplice.

A livello tropicale c’era un surplus di energia rispetto a quelli temperato e polare e proprio verso questi ultimi due livelli lo spostamento delle masse d’aria, tramite le correnti tropicali verso le zone temperate e polari, ha sempre riequilibrato il sistema. Da tempo ormai non è più così. Tanti (troppi) fattori naturali ed indotti interagendo fra loro hanno influenzato il cambiamento climatico dei giorni nostri, sarebbero di fondamentale importanza i “summit” a riguardo, ma gli interessi nazionali spesso ne vanificano gli scopi.

Qualcosa del genere è successo nel 2009 alla Conferenza sul Clima di Copenhagen dove le 192 delegazioni partecipanti hanno clamorosamente fallito il tema ovvero fare un accordo sulla diminuzione delle emissioni di anidride carbonica, dagli scienziati più intenti a rubacchiarsi mail e dati anziché discutere con umiltà sul rischio dei gas serra, alla battaglia di idee dei “negazionisti” dell’effetto serra che nel dubbio hanno pensato bene di limitare i rischi; di peggio infine hanno fatto gli “attivisti” che tra riunioni, pranzi e colazioni hanno deciso che in fondo nulla c’era da decidere.

Anche recentemente purtroppo c’è chi ha detto no, gli Usa (con Siria e Nicaragua) per bocca del presidente Trump hanno dichiarato di voler uscire dall’accordo di Parigi rendendo così impossibile misurare le emissioni di gas serra da parte degli enti preposti nel prossimo futuro, contraltare della politica di Obama centrata a ridurre le emissioni di gas climalteranti dal 26-28% entro il 2025.

Se non ci saranno “ripensamenti” in merito miliardi di tonnellate di anidride carbonica provenienti dallo sfruttamento delle energie fossili (carbone, gas naturale e petrolio) finiranno in atmosfera grazie al nuovo corso dell’Amministrazione a Stelle e Striscie, vanificando quanto di “buono” potrebbero invece fare per l’ambiente le rinnovabili (biomasse, eolico e solare).

Usa quindi sotto accusa quanto le politiche industriali di Cina, India e Paesi Emergenti che non considerano prioritarie le argomentazioni redatte a Parigi per contrastare i cambiamenti climatici, accordo questo che fortunatamente “regge” fra i sei Grandi della Terra, cioè Giappone, Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Canada, ma basterà?

Giuseppe “vas” Vassura

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About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..