Amministrative 2016: astensionismo dietro l’angolo?

Una tornata di grande importanza attende gli elettori per le amministrative del 5 giugno 2016, comuni di Roma e Milano sugli scudi ma anche Napoli, Torino, Cagliari, Trieste ed altri come Ravenna e Bologna ora città metropolitana di cui fa parte anche Imola; l’eventuale turno di ballottaggio avverrà quindici giorni dopo ossia il 19 giugno.

Astensionismo dietro l’angolo e tutti al mare? Chi “semina” vento, raccoglie tempesta  (direbbe mio nonno) in quanto il “non voto” è figlio di una politica che sa solo litigare ed è per questo che, soprattutto i giovani, non votano più nemmeno per il candidato del proprio comune che ogni mattina incontrano al bar sottocasa.

Un eccezione a ciò, grazie all’ampio sostegno di partiti e liste, è stata l’elezione in secondo mandato dell’attuale sindaco di Ravenna (55,05%), maturità classica e dedizione alla politica hanno portato il sessantenne Fabrizio Matteucci a tener alta l’attenzione verso le fasce sociali più deboli ed elevare quanto possibile la “città” in ambito economico, eredità questa degli incarichi come dirigente nazionale FGCI dalla fine degli anni ’70 e del suo percorso politico provinciale e regionale che lo ha visto infine eletto a Palazzo Merlato nel 2006.

Tempo quindi di bilanci per il primo cittadino ravennate che vede in una sorta di chiaroscuro il “rating” dei suoi due mandati.

                                                               Lidi Ravennati

A fronte di promuovere una delle priorità per Ravenna ossia meta turistica tra le principali in Italia, ha sì lavorato alacremente durante il primo mandato per elevare la “qualità” del settore ma ha anche benedetto una mission di “quantità” esponenziando con ciò l’offerta d’accoglienza dei lidi di Ravenna a fronte di una domanda d’affluenza soprattutto giovanile; l’insignificante l’attenzione ed il palese disinteresse sulle iniziative perpetuate da parte dei gestori degli stabilimenti balneari in merito alla balneazione lowcost di scuola ‘ibizegna’ e catalana hanno riversato in spiaggia migliaia di umani dediti a “happy hour no limits”, con tutto ciò di negativo che ne è poi derivato negli anni successivi in termini di ordine pubblico e rispetto delle più elementari norme igienico sanitarie.

Inevitabile e pacchiana la retromarcia politica ed amministrativa che in secondo mandato lo ha visto paladino e “censore” avverso ad ogni altra iniziativa ludica del genere, dalla “festa parrocchiale alla sagra della porchetta” e che perciò non lo ha reso più credibile, soprattutto agli occhi del “popolo” dei più giovani.

Diversa, ma purtroppo simile, anche la “storia” politica di Daniele Manca classe ’69 sindaco di Imola, maturità scientifica e acceso sostenitore della “Città Metropolitana“, di cui Imola fa parte dal gennaio 2015 e di cui Manca è vicesindaco.

Istituzione amministrativa e territoriale questa che ha fatto storcere il naso a tanti suoi concittadini che non si identificano in questo gemellaggio troppo “made in Bo”…  Meglio con poche decine di minuti “naufragare” verso il cuore della Romagna e piombar giù “nella bassa” destinazione Faenza, Cesena o Ravenna, lidi compresi, dove si respira la stessa aria di casa che storicamente è più famigliare di quella della Bologna “dotta e grassa” che a loro mai è piaciuta. E’ forse anche per questo aspetto che, complice la crisi, è cresciuta in loro la reciproca e compiacente soddisfazione nei rapporti con la “gente” al di sotto della via Emilia.

  manifestaz Italia 5 stelle – Roma ’14

Non è quindi stato un caso che anche per questa “affinità” territoriale (e elettorale), Imola a metà ottobre 2015 sia stata “invasa” dalle donne e uomini dell’Italia a 5 Stelle nella seconda edizione della manifestazione nazionale del Movimento di Beppe Grillo (2014 Circo Massimo); non è stato rispettato il patto con Giove Pluvio, come invece annunciato scherzosamente dalla deputata Roberta Lombardi, ne si sono bissati i 200 mila di Roma così come era impensabile raggiungere i 400 mila, come dichiarato dal capogruppo bolognese Massimo Bugani, però la prova di “forza elettorale” del popolo pentastellato ha impressionato…più di quella di una Festa dell’unità extralarge.

Per governare bene un comune serve amministrazione efficiente, politiche trasparenti ed un “attore” credibile ossia un primo cittadino al di sopra di ogni sospetto, non è più una questione di modelli solo di sinistra, di destra o di un papocchio di entrambi, di un sistema di partito o di un movimento “online”.
Pena l’astensione, perché quando le campagne elettorali sono confuse e dai toni polemici indegni, astenersi può essere legittimo, alla faccia di chi urla di più, di chi critica meglio ed anche di chi alla fine, così facendo, vince.


Giuseppe “vas”

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About Vassura

Residente ad Alfonsine (vicino Ravenna), si è diplomato in Agraria all' Istituto Scarabelli di Imola e da lì ha iniziato a scrivere (giornalino studentesco), ha poi frequentato tre anni di Università a Bologna ed ha iniziato l'attività di assicuratore in Ras, che attualmente ancora persegue ma solo come consulente aziendale indipendente. Gli piace ascoltare musica blues, folk e scarpinare in mountain bike. Animatore e P.r. in località Milano Marittima fino al 2001, é da sempre volontario e socio WWF. Capacità di comunicare e lavorare in team, unito allo spirito di adattamento, immaginazione e capacità di organizzare in modo equilibrato il tempo, fanno risaltare in lui doti di generalista più che di specialista..