Il risveglio de “La Voce dei Piccoli” (Sergio Sangiorgi)

Sergio Sangiorgi, Il risveglio de “La Voce dei Piccoli”, Grafiche Veronesi Tipografia Editrice, 2013.

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Dopo oltre mezzo secolo, la voce dei bambini imolesi riaffiora dalle pagine di questa ristampa anastatica che, come uno scrigno, racchiude un tesoro di carta, inchiostro ed emozioni. Un caleidoscopio di testi e disegni realizzati da mani infantili, frutto di un progetto didattico durato sette anni: quello de “La Voce dei Piccoli”, un periodico scolastico redatto dagli alunni di scuola elementare del circondario imolese. Tra le sue pagine, i giovani autori pubblicavano racconti legati proprio vissuto, ma anche riflessioni, ricerche e resoconti scolastici.

Dopo il 1957, anno della sua ultima edizione, il giornalino chiuse i battenti e fu abbandonato in un ingiusto letargo. Oggi, nel 2013, rivede finalmente la luce: il merito va al giornalista e scrittore Sergio Sangiorgi che, grazie alla sua carriera di insegnante e Dirigente scolastico, conosce profondamente la realtà educativa imolese. A lui si deve la raccolta di tutti i numeri del periodico, riuniti poi in questa splendida pubblicazione, con la consapevolezza di dare vita ad una lettura divertente, ma anche ad un documento storico, sociale e pedagogico.
Come le tessere di un mosaico, infatti, i temi di questo giornalino tracciano un quadro del nostro passato prossimo, già lontano per molti aspetti, animandolo con una freschezza ed una vivacità impagabili.
Del resto, esistono forse testimoni migliori dei bambini? Il loro sguardo cristallino, capace di filtrare la verità meglio di qualsiasi setaccio, registra le vicissitudini di un mondo ormai scomparso, fatto di calamai, botteghe e fattorie; un mondo dove la povertà era ancora tanta, ma dava più sapore alle cose. Molti bambini dividevano la propria camera con oche e galline, giocavano in strada, ricevevano le scarpe nuove come un regalo prezioso, mentre una gita al mare, o magari al lago di Garda, appariva ai loro occhi come un viaggio esotico e meraviglioso. Anche i giochi e i divertimenti, per i piccoli di allora, erano molto diversi da quelli odierni; bastavano una bambola o una barchetta improvvisata per cambiare in meglio il pomeriggio. Eppure questa società aveva anche delle ombre, fra cui una quotidianità con la morte che a noi sembra quasi inverosimile. I passatempi infantili non erano esenti dai pericoli; tra i fiori dei campi si annidavano ancora vecchi ordigni di guerra, subdolamente arrugginiti, pronti ad esplodere tra le mani di un ragazzino incauto e curioso; i testi de “La Voce dei Piccoli” dimostrano come, purtroppo, tali incidenti fossero tutt’altro che rari. Anche le malattie mietevano più vittime rispetto ad oggi, e diversi alunni raccontano il funerale di un proprio coetaneo o fratellino. Si spazia, dunque, dal registro ironico a quello tragico, da narrazioni piene di pathos ad uno stile più osservativo e distaccato; fotogrammi di gioie e dolori che rispecchiano la personalità di chi scrive.
Il vissuto giornaliero dei bambini, però, non è l’unico argomento di questi testi.
Le recensioni dei libri e i racconti di fantasia, così come le osservazioni sulla flora e sulla fauna locale, compaiono con grande frequenza, generando un repertorio eterogeneo ed originalissimo. Fa sorridere l’impegno di questi attenti naturalisti, che registrano meticolosamente ogni dettaglio, sorprendendo il lettore con la lucidità delle loro osservazioni. Fa sorridere di tenerezza, soprattutto, la presenza di errori ortografici ed espressioni dialettali: fioriscono un po’ ovunque, quali prove inconfutabili della spontaneità dei componimenti. Sì, perché l’intervento degli adulti (è bene precisarlo) si è rispettosamente astenuto da correzioni e giudizi, lasciando agli autori la loro piena libertà creativa. Ed è proprio qui, forse, che risiede il punto di forza de “La Voce dei Piccoli”: la mancanza di condizionamenti esterni, che mantiene intatta la disarmante sincerità di questi giornalisti in erba.

Maria Elisa Zaniboni

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  • milena cavina

    Trovo che l’articolo abbia colto in pieno l’essenza di questo libro, ben vengano le persone attente all’infanzia che hanno occhi per cogliere l’immenso patrimonio di stimoli e insegnamenti che scaturiscono dalla quotidianità dei bambini.